
BIBBONA
Posizionata tra la campagna toscana e il mare, con poco più di tremila abitanti, Bibbona è uno dei più bei borghi dell'intera provincia di Livorno e della Toscana.
La vita scorre lenta tra le vecchie case medioevali in pietra, lungo i vicoli che si snodano in un luogo dove sembra che la frenesia della civiltà occidentale non abbia avuto il tempo di soffermarsi. Qui si mangia ancora il prodotto della terra, cucinato con antiche e segrete ricette che sanno valorizzare prodotti sani e genuini.
L'antica chiesa di Santa Maria della Pietà risalente al 1482 che riporta l'epigrafe latina "Questo è un luogo terribile" sulla facciata (citazione di un verso biblico), con la sua pianta a croce greca e con la presenza di una tomba di un cavaliere del Tau sono ancora oggi motivo di studi e ricerche. Pare infatti che oltre a Ranieri Tripalle e Vittorio Ghiberti, uno dei progettisti fu proprio Leonardo da Vinci che, Maestro del Priorato di Sion, abbia voluto lasciare qui uno dei suoi messaggi, proprio come nella chiesa di Rennes-LeChateaux in Francia.
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Vicino al nuovo Municipio troviamo la Fonte di Bacco, di cui fa parte l’antico Arco, in cui sono ancora oggi visibili alcuni misteriosi simboli. Da qui l’acqua scendeva ed alimentava la cannella della Bacchina e del Bacco, raffigurato con i grappoli d’uva tra i capelli ed un fiasco in mano, ed andava a finire nel lavatoio e nell’abbeveratoio, posti nella parte sottostante. La costruzione della fonte dovrebbe risalire al 1443, ma alcuni elementi potrebbe posizionarla addirittura al '200-'300. Dopo la 2a Guerra Mondiale l'uso della fonte era ancora talmente diffuso che si decise di installare ulteriori pile moderne a fianco delle antiche.
Spostandosi verso il mare, si arriva alla California e a Marina di Bibbona che rappresentano l’ingresso alle spiagge e alla pineta, vanto turistico di questo luogo.

MACCHIA DELLA MAGONA
L'Area Naturale protetta Macchia della Magona è un complesso forestale di proprietà della Regione Toscana e sito nel comune di Bibbona (Livorno).
Occupa complessivamente una superficie di circa 1600 ettari lungo una fascia collinare particolarmente suggestiva, a pochi chilometri di distanza dalla riviera meglio conosciuta come "Costa degli Etruschi", caratterizzata da note ed affermate località turistico-balneari.
Tutta la zona fu ampiamente sfruttata in epoca granducale sia per fornire legna da ardere alla Reale Magona di Cecina che se ne serviva come combustibile per la fusione del ferro che come naturale riserva di legname per la comunità bibbonese.
In passato quindi la foresta ha rappresentato per la comunità bibbonese una riserva economica non indifferente, soprattutto quando il turismo balneare era ancora da venire e nelle case la legna era l’unica fonte di riscaldamento

Nel bosco, lungo la pianura, le colline o intorno ai fossi, si trovano boschi di latifoglie e di pini, ginestre. lecci e corbezzoli, aceri, olmi e molte specie arbustive che caratterizzano la macchia mediterranea, come il lentisco, il viburno e le eriche.
La Macchia della Magona rappresenta un ottimo habitat per numerose specie animali : qui vivono, infatti, tra gli altri, cinghiali, caprioli, daini, mufloni, lepri, volpi, istrici, tassi, scottaioli, martore.
All'interno della Macchia della Magona, con funzioni di ricerca e di studio, sono presenti una "Riserva naturale biogenetica" di proprietà del Demanio dello Stato oltre ad un'area a protezione integrale gestita in collaborazione con l'Istituto Sperimentale per la Selvicoltura di Arezzo.
A testimonianza del suo valore ed importanza ambientale la Macchia della Magona è classificata come "biotipo" dal C.N.R. (Consiglio Nazionale della Ricerche).
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